Il gioco d’azzardo patologico è un disturbo psicologico sempre più diffuso e sempre più sottaciuto, perché per un verso è normalizzato (chi non ha mia comprato un gratta e vinci?) e per un verso è talmente diffuso che probabilmente si vuol far finta di niente. Però ognuno di noi vede i giocatori nelle tabaccherie, li riconoscete perché li trovate sempre lì, che vanno dietro il separé. Avete visto che hanno cambiato dieci, venti, cinquanta euro e sapete che li butteranno in una macchinetta fatta per farli vincere quanto basta per illudersi di poter cambiare vita, per poi cambiargliela rovinosamente. Si perché chi soffre di GAP ha tutta una serie di problemi che vanno da quelli finanziari (in genere i forti giocatori sono persone che non guadagnano molto e per di più li spendono proprio buttandoli nelle macchinette) a quelli relazionali (certo perché poi in famiglia prima o poi se ne accorgono e parte il panico, le liti e i disaccordi ) a quelli di stampo criminoso (è statisticamente provato che chi gioca alle macchinette in maniera compulsiva potrebbe incorrere in azioni criminose volte al recupero di denaro da rigiocare, quindi non è così rado che rubino o truffino e/o rapinino nel peggior dei casi). Ma i problemi non si fermano qui perché c’è anche l’abuso di sostanze ossia un giocatore d’azzardo patologico è sicuramente più esposto a trovare sollievo in varie sostanze fra cui, alcool, sigarette, cannabis, cocaina etc. Per finire c’è un’altra commorbilità con tutta una serie di sintomi psicopatologici fra cui: depressione, ansia, ossessioni, compulsioni. Insomma sul piatto di gioco la posta è drasticamente alta. Ci sono persone che iniziano con innocenza, anzi con speranza e/o per divertimento e ben presto finiranno per trovarsi seduti alle 7.00 di mattina in una tabaccheria a fissare il monitor del lotto, per poi passare dietro alle macchinette e buttarci dai 10 ai 20 euro nel giro di 5 minuti e trascorrere (questo nei casi peggiori…) il sabato sera in quei locali con esternamente vetrofania appariscente ma dal quale non passa nessuno “spiraglio di luce”. Al mal capitato sembrano atteggiamenti di discrezione da parte degli esercenti, in realtà lo scopo è di NASCONDERE DENTRO E FUORI DAL LOCALE il loro disturbo psicologico. Le macchinette sono progettate per illudere il giocatore di avere una qualsiasi influenza sul risultato, cosicché egli possa creare dei rituali propiziatori, delle procedure segrete degli intendimenti sul come funziona veramente la macchina, in realtà la macchina è uno spietatissimo specchietto per le allodole che segue solo un principio: Fallo vincere quanto basta per farlo tornare. Per ottenere ciò le perdite sono silenziosissime, automatiche come se nulla fosse, mentre le vincite sono progettate nei minimi dettagli di
modo che siano fragorose, con lucine di giubilo. In realtà il giocatore è un semplice “topino che abbassa la leva” e ad una soglia prestabilita la macchina eroga una pallina di cibo: tutto qui. E’ un esperimento di Skinner del 1931 chiamato per l’appunto Skinner Box, tramite questo congegno ha potuto provare la sua teoria del condizionamento operante che nel caso delle macchinette si evolve in condizionamento con rinforzo intermittente: il più spietato e resistente dei condizionamenti. Per chi volesse approfondire eccovi qui LINK. Qui potete vedere un video. Le cause più comuni che all’origine di questo disturbo sono la depressione, l’insoddisfazione, la mancanza di fiducia nelle proprie possibilità di riscatto motivo per cui si cerca e si spera in una soluzione facile che presto diventerà un problema più grande della depressione iniziale. Spesso queste persone hanno un modo di guardare alla loro realtà con disillusione, fanno fatica a trovare stimoli: nascondono una tristezza. Questa tristezza sommata a tutta una serie di distorsioni cognitive fa scattare la trappola. Si, infatti il giocatore d’azzardo se intervistato mostra tutta una serie di errori di valutazione nei confronti del gioco d’azzardo. Per esempio ha una scorretta visione delle sue probabilità di vincere motivo per cui crede che se è uscito per 4 volte il bianco quindi la quinta volta uscirà il rosso: in realtà per la matematica bianco e rosso hanno la stessa identica possibilità di uscire. Pensiero magico: una tipica modalità di credere che se si pensa qualcosa intensamente questo è più facile che accada. Credere che se si ha comprato un gratta e vinci in un posto allora quel posto è fortunato (i tabaccai espongo sempre le fotocopie dei biglietti vincenti per accalappiare nuovi compratori). Ci sono molti altri errori che i giocatori fanno e che sono alla base del loro disturbo perché se il giocatore sapesse, semplicemente che anche quando vince in realtà non vince probabilmente non giocherebbe. Se sapesse che non ci si può accontentare del fatto che se uno su cento vince è irragionevole sperare di essere quell’unico vincitore e che in realtà non rischia di vincere (e vincere cosa poi 100??- 200??-1000? Quali di queste cifre cambia la vita?) ma è molto molto più probabile che rischi di perdere e che quindi continui a giocare sperando di recuperare la cifra inizialmente persa… Un giocatore d’azzardo patologico gioca come minimo 10 euro al giorno per un totale, nelle più rosee delle situazioni, di €300 al mese. Una psicoterapia costa molto meno e oggi con nuove tecniche cognitivo comportamentali i casi di successo sono molto alti. Non è mai troppo tardi per tornare indietro.
